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Riflessione su 8 Marzo Festa della donna

Non l’otto marzo ma ogni giorno sia la festa della donna, unico collante della famiglia e di conseguenza della società

Riflessione per l’otto marzo
La nonna paterna era una donna esile, molto più piccola del nonno. Come tutte le donne di quel tempo sembrava sottomessa al marito, eppure in famiglia non si muoveva foglia senza il suo consenso. Non ricordo di averla mai sentita lamentarsi della sua condizione di mamma e moglie, né del fatto che era costretta a lavorare 20 ore al giorno per fare fronte a tutte le necessità della famiglia. A me sembrava serena, orgogliosa del proprio ruolo. Sono cambiate molte cose da allora. La donna si è emancipata. Faticosamente sta cercando di conquistare uno spazio sempre più ampio in campo professionale e politico dimostrando capacità spesso superiori a quelle dei maschi. Ma c’è un ma. Se è vero che la donna può sostituirsi al maschio nell’ambito sociale, il maschio non riuscirà mai a sostituire la donna nel suo ruolo naturale di madre, di moglie, di amante e soprattutto di riferimento per il maschio, perché la donna sta a quest’ultimo come il porto sta alla nave. Mi chiedo, vi chiedo, le nipoti emancipate sono più felici, più serene, più dignitose delle nonne? I loro figli sono più seguiti, più educati? La famiglia è altrettanta unita?
Siamo certi che non fosse meglio quando era peggio?.
Giancarlo Perazzini

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